Dino Garrafa | Un po' di me ...

Aggiornato il: mag 17


"Autore, attore e compositore particolarmente attento alle tematiche sociali ... " . Così cita il mio curriculum.

Io più che autore preferisco definirmi "uno che scrive quello che sogna".

Inizialmente, la mia esperienza è nata "facendo esperienza".

Probabilmente, non sono un artista dunque, ma un creativo, un artigiano.

Dell'arte mi piace la sua funzione "liberatoria"...

Del Teatro, l'odore delle assi di legno del palcoscenico, delle corde...

Dello scrivere e recitare un testo teatrale mi piace il fatto di "vivere" i personaggi, le situazioni, i conflitti, come fossero intimamente miei.

I personaggi, sembrano "chiamarmi"...

Ascolto le loro storie, piango e gioisco con loro, vivendo in una sorta di limbo emozionale la mia vita reale. E' solo allora, quando li ho conosciuti bene ed ho percorso con loro un "pezzo di vita" che comincio a "farli vivere" ...

Questo è stato il mio percorso, prima la passione per le corde, le cantinelle ed i praticabili del palcoscenico, poi i laboratori con gli autorevoli maestri che hanno avuto la pazienza di “pulire” e reimpostare ciò che istintivamente avevo imparato negli anni precedenti.

Lavoro nel "sociale" da circa trent’anni, operando prevalentemente nell'ambito delle Comunità Terapeutiche per la riabilitazione dalla tossicodipendenza e negli interventi volti alla prevenzione, riabilitazione e reinserimento sociale di persone tossicodipendenti sottoposti a misure alternative alla detenzione.

Ho svolto la mia attività anche nei "quartieri a rischio" e negli istituti scolastici, collaborando con Enti e Cooperative che si occupano di favorire il benessere e l'inclusione sociale di minori a rischio di "devianza sociale".

In queste situazioni, spesso, ho sperimentato l'arte che io considero con la "A" maiuscola.

Autentica quanto semplice. Attraverso " L’atto creativo", ogni uomo coglie la sua capacità di trasformare, rielaborare e trasformare il proprio vissuto anche quando questo è fortemente compromesso, ferito dal dolore, dalla rabbia e dalla solitudine.

Attraverso la finzione scenica del teatro, paradossalmente,si diventa più veri.



All'età di dieci anni dormivo di notte abbracciando una chitarra. La mia prima chitarra; A dire il vero quella non era la mia prima chitarra. La prima la costruivo spellando i cavi elettrici degli abat-jour di casa utilizzando il rame come fossero corde, e ricavando la cassa acustica da vecchie scatole di scarpe.

A dodici, strimpellavo (a orecchio) il pianoforte cantando le canzoni di Claudio Baglioni e del grande De Andre’.

Nasce la mia prima canzone, all'età di quattordici anni. Dopo alcuni anni la elaboro nel testo e nella melodia e diventa la "La danza di Maria", brano adesso cantato nei contesti e gruppi giovanili d'ispirazione cristiana in molte città Italiane.

Poi la realizzazione di altre canzoni e la stesura di copioni e brani di "commedie musicali", tra queste, una in particolare ha "segnato" il mio percorso "artistico" e personale: "Il cieco e altre storie". Di questa esperienza ricordo il calore degli applausi, ma anche la fatica, il sudore misto all'energia pura sprigionata degli intensi abbracci che ci scambiavano dietro le quinte, con gli "speciali artisti" ospiti della Comunità Terapeutica Regina Pacis, alla fine di ogni spettacolo.


Oggi, conduco laboratori teatrali, insegno chitarra pop, e faccio un mare di altre cose. Sono felicemente sposato, con quattro splendidi figli, e vorrei dedicare molto più tempo alla mia famiglia. Ma la vita è strana,e tante cose sono cambiate. Ma questa è un’altra storia … ( www.dinogarrafa.it)

SE PROPRIO VUOI SAPERNE ALTRE ...

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